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--» Home Notiziario tematico Politiche di genere 2° rapporto nazionale sull'Imprenditoria Femminile

2° rapporto nazionale sull'Imprenditoria Femminile

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UNIONCAMERE
2° RAPPORTO NAZIONALE SULL'IMPRENDITORIA FEMMINILE
Imprese 'rosa': sono 1,4 milioni
Crescono più di quelle maschili e resistono meglio alla crisi
Dardanello (Unioncamere): “Per loro nuovo welfare e servizi per innovare e competere”
Unioncamere propone nuovo protocollo d’intesa con il
Ministero dello Sviluppo Economico ed il Dipartimento per le Pari Opportunità

 

Roma, 27 gennaio 2011 – Ha un'età media di 54 anni ed ha forti aspettative professionali. E' scesa in campo da pochi anni ed è più presente nel meridione. Sempre più spesso si mette in gioco per scelta e non per necessità. Resiste più della media alle ‘intemperie’ del mercato mentre la sua dimensione ideale si conferma preferibilmente quella ‘micro’. E’ questo l’identikit della donna imprenditrice a capo di una delle 1,4 milioni di aziende 'in rosa' presenti in Italia che emerge dal 2° Rapporto Nazionale sull’Imprenditoria Femminile, realizzato da Unioncamere con la collaborazione del Ministero dello Sviluppo Economico e del Dipartimento per le Pari Opportunità, presentato oggi a Roma.

Utilizzando i dati dell’Osservatorio realizzato da Unioncamere sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio - il Rapporto analizza separatamente le dinamiche di sviluppo delle imprese al femminile con una ricognizione del periodo 2003-2008 e un approfondimento dei dodici mesi che vanno dal giugno 2009 al giugno 2010. Accanto ai dati, il Rapporto presenta anche i risultati di un'indagine campionaria sui comportamenti delle imprese rispetto all'accesso alle risorse per innovare e competere, e sui rapporti che esse intrattengono con i diversi soggetti territoriali: sistema bancario, mondo associativo, istituzioni, camere di commercio, sistemi scolastici e formativi, università e ricerca.

“Per rilanciare l'Italia – ha detto il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - c'è un bisogno estremo di forze nuove e dinamiche, capaci di guardare la realtà con occhi diversi, più coraggiosi e determinati, come sono le imprenditrici che vengono fuori da questo rapporto. Le donne sono una risorsa che ancora non riusciamo a valorizzare come dovremmo e che, invece, può rivelarsi uno dei driver vincenti per il nostro sviluppo nei prossimi decenni. Un loro maggiore coinvolgimento nel mondo del lavoro è indispensabile al sistema-Paese e può e deve avvenire anche ampliando le possibilità di fare impresa, perché le donne hanno dimostrato di saperla fare e fare bene. In passato – ha aggiunto Dardanello - con le politiche di sostegno e incentivazione dell'imprenditoria è stato fatto molto, anche grazie al lavoro dei Comitati per l’imprenditoria femminile istituiti in ogni provincia presso le Camere di commercio. E' tempo di rilanciare quell'impegno su frontiere nuove, con la sottoscrizione di un nuovo protocollo d’intesa tra Unioncamere e il Ministero dello Sviluppo Economico e il Dipartimento per le Pari Opportunità, per consentire a un numero sempre maggiore di donne di dare il loro contributo alla crescita del Paese. Creando condizioni più favorevoli a conciliare i tempi del lavoro e della famiglia, aumentando l'offerta di servizi di assistenza e consulenza, investendo sulla formazione all'imprenditorialità”.
Il bilancio 2009-2010: in crescita anche nei settori “maschili”
Osservando la dinamica delle imprese a confronto nel periodo più difficile della recente crisi e dei primi segni di ripresa - quello compreso tra giugno 2009 e giugno 2010 - il rapporto mette in evidenza come le imprese femminili si siano comportate in maniera nettamente migliore di quelle maschili. Nei dodici mesi analizzati, le prime sono infatti cresciute del 2,1% (pari ad un saldo di 29.040 unità) a fronte di una crescita negativa (-0,4%) di quelle maschili che hanno perso, nello stesso periodo, 17.072 unità.
Tra le imprese guidate da donne, i saldi maggiori si registrano nel Lazio (+6.638 unità), in Lombardia (5.310) e in Campania (3.248). Mentre, a livello settoriale, i progressi maggiori si registrano nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+4.346 il saldo del periodo), del commercio (+4.129) e delle costruzioni (+4.016). In termini relativi, l'impulso più forte alla crescita dell'imprenditoria rosa nell'ultimo anno è venuto dalla componente più innovativa, quella delle società di capitale, cresciute nei 12 mesi  del 18%. In lieve riduzione, invece, la componente più tradizionale delle imprese individuali (-0,48%).

Imprese femminili, più strutturate e solide
A metà dello scorso anno, le imprese femminili erano 1.421.085, il 2,1% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Negli ultimi dodici mesi analizzati, il rapporto mostra come tra le donne che avviano una nuova attività, emerga, progressivamente, la preferenza per forme giuridiche “collettive” rispetto all’impresa individuale. Anche se quest'ultima rimane comunque la forma giuridica prevalente per donne e uomini. L’attività delle imprese in rosa si concentra prevalentemente nei servizi, in particolare quelli riferiti alla “sanità e assistenza sociale” dove quasi un'impresa su due, il 41%, è guidata da una donna. Ma sempre più le donne tendono ad occupare nuovi terreni, mettendosi alla prova in attività più orientate al mercato come i servizi alle imprese (dove il tasso di femminilizzazione ha raggiunto il 31,6% superando quello di un settore a tradizionale presenza femminile come l'agricoltura (29,2%).

Il territorio
In termini quantitativi, l'imprenditoria femminile è più concentrata nelle regioni del Meridione dove, al netto delle isole, alla fine di giugno del 2010 si registra un tasso di femminilizzazione del tessuto imprenditoriale del 26,1%. A quella data, nelle sei regioni continentali risiedevano 355.754 imprese, pari al 25% di tutto l'universo imprenditoriale femminile. Includendo Sicilia e Sardegna, questa quota sale addirittura al 36%, per un totale di 512.620 unità.
A pochissima distanza segue il Nord-Ovest, dove ha sede il 24,5% delle aziende guidate da donne (348.346 unità). Il Centro Italia si ferma al 21,5% del totale, mentre il Nord-Est appare la circoscrizione in cui la donna è meno rappresentata nell'universo imprenditoriale. Qui, infatti, è rosa solo il 17,9% di tutte le imprese.

Tra le regioni, quella che ospita il maggior numero assoluto di imprese femminili è la Lombardia, dove hanno sede 191.944 aziende con a capo una donna. Curiosamente, la regione è però ultima se si guarda al peso relativo delle aziende rosa sul totale: solo il 20%. In termini assoluti, la Lombardia è seguita dalla Campania (148.803 imprese), dal Lazio (140.225) e dal Piemonte (111.705). La palma di regione a più alto tasso di femminilizzazione delle imprese va al Molise, dove sono rosa il 30,2% delle aziende. Seguono la Basilicata (27,9%) e l'Abruzzo (27,7%).

 

Tab. 1 - Imprese femminili, maschili e totali per regione e ripartizione geografica
I semestre 2010 – Valori assoluti e composizione percentuale dello stock

Regione e ripartizioni geografiche

Imprese
femminili

Imprese
maschili

Totale
imprese

Tasso di femminilizza-zione

 

Val. ass.

Comp. %

Val. ass.

Comp. %

Val. ass.

Comp. %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PIEMONTE

111.705

7,9%

358.632

7,7%

470.337

7,7%

23,7%

VALLE D'AOSTA

3.428

0,2%

10.657

0,2%

14.085

0,2%

24,3%

LOMBARDIA

191.944

13,5%

767.844

16,4%

959.788

15,7%

20,0%

LIGURIA

41.269

2,9%

125.410

2,7%

166.679

2,7%

24,8%

TRENTINO-ALTO ADIGE

22.592

1,6%

87.217

1,9%

109.809

1,8%

20,6%

VENETO

108.656

7,6%

397.666

8,5%

506.322

8,3%

21,5%

FRIULI-VENEZIA GIULIA

26.033

1,8%

83.691

1,8%

109.724

1,8%

23,7%

EMILIA-ROMAGNA

97.107

6,8%

377.872

8,1%

474.979

7,8%

20,4%

TOSCANA

98.660

6,9%

317.270

6,8%

415.930

6,8%

23,7%

UMBRIA

24.662

1,7%

71.168

1,5%

95.830

1,6%

25,7%

MARCHE

42.184

3,0%

134.273

2,9%

176.457

2,9%

23,9%

LAZIO

140.225

9,9%

455.161

9,7%

595.386

9,8%

23,6%

CAMPANIA

148.803

10,5%

402.216

8,6%

551.019

9,0%

27,0%

ABRUZZO

41.522

2,9%

108.505

2,3%

150.027

2,5%

27,7%

MOLISE

10.784

0,8%

24.968

0,5%

35.752

0,6%

30,2%

PUGLIA

92.533

6,5%

292.228

6,2%

384.761

6,3%

24,0%

BASILICATA

17.427

1,2%

45.050

1,0%

62.477

1,0%

27,9%

CALABRIA

44.685

3,1%

134.910

2,9%

179.595

2,9%

24,9%

SICILIA

116.303

8,2%

355.099

7,6%

471.402

7,7%

24,7%

SARDEGNA

40.563

2,9%

128.877

2,8%

169.440

2,8%

23,9%

 

 

 

 

 

 

 

 

Italia Nord-Occidentale

348.346

24,5%

1.262.543

27,0%

1.610.889

26,4%

21,6%

Italia Nord-Orientale

254.388

17,9%

946.446

20,2%

1.200.834

19,7%

21,2%

Italia Centrale

305.731

21,5%

977.872

20,9%

1.283.603

21,0%

23,8%

Italia Meridionale

355.754

25,0%

1.007.877

21,5%

1.363.631

22,4%

26,1%

Italia Insulare

156.866

11,0%

483.976

10,3%

640.842

10,5%

24,5%

 

 

 

 

 

 

 

 

Italia

1.421.085

100,0%

4.678.714

100,0%

6.099.799

100,0%

23,3%

Fonte: Unioncamere, Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile

 

Tab. 2 - Imprese femminili, maschili e totali per regioni e ripartizioni geografiche
Saldi e variazioni % dello stock nel periodo 30 giugno 2009-30 giugno 2010

Regioni e ripartizioni geografiche

Imprese
femminili

Imprese
maschili

Totale
imprese

Tasso di femminilizza-zione

 

Saldo

Var.%

Saldo

Var.%

Saldo

Var.%

Var.%

 

 

 

 

 

 

 

 

Piemonte

1.877

1,71%

402

0,11%

2.279

0,49%

0,29%

Valle d'Aosta

-64

-1,83%

-129

-1,20%

-193

-1,35%

-0,12%

Lombardia

5.310

2,85%

-2.208

-0,29%

3.102

0,32%

0,49%

Liguria

719

1,77%

-43

-0,03%

676

0,41%

0,33%

Trentino Alto-Adige

234

1,05%

-281

-0,32%

-47

-0,04%

0,22%

Veneto

2.142

2,01%

-2.157

-0,54%

-15

0,00%

0,42%

Friuli Venezia-Giulia

223

0,86%

-846

-1,00%

-623

-0,56%

0,34%

Emilia-Romagna

2.276

2,40%

-1.874

-0,49%

402

0,08%

0,46%

Toscana

2.459

2,56%

-1.136

-0,36%

1.323

0,32%

0,52%

Umbria

553

2,29%

117

0,16%

670

0,70%

0,40%

Marche

158

0,38%

-1.435

-1,06%

-1.277

-0,72%

0,26%

Lazio

6.638

4,97%

1.678

0,37%

8.316

1,42%

0,80%

Campania

3.248

2,23%

1.357

0,34%

4.605

0,84%

0,37%

Abruzzo

747

1,83%

-134

-0,12%

613

0,41%

0,39%

Molise

20

0,19%

-9

-0,04%

11

0,03%

0,05%

Puglia

929

1,01%

-2.772

-0,94%

-1.843

-0,48%

0,35%

Basilicata

241

1,40%

151

0,34%

392

0,63%

0,21%

Calabria

490

1,11%

-861

-0,63%

-371

-0,21%

0,32%

Sicilia

796

0,69%

-4.663

-1,30%

-3.867

-0,81%

0,37%

Sardegna

44

0,11%

-2.229

-1,70%

-2.185

-1,27%

0,33%

 

 

 

 

 

 

 

 

Italia Nord-Occidentale

7.842

2,30%

-1.978

-0,16%

5.864

0,37%

0,41%

Italia Nord-Orientale

4.875

1,95%

-5.158

-0,54%

-283

-0,02%

0,41%

Italia Centrale

9.808

3,31%

-776

-0,08%

9.032

0,71%

0,60%

Italia Meridionale

5.675

1,62%

-2.268

-0,22%

3.407

0,25%

0,35%

Italia Insulare

840

0,54%

-6.892

-1,40%

-6.052

-0,94%

0,36%

 

 

 

 

 

 

 

 

Italia

29.040

2,09%

-17.072

-0,36%

11.968

0,20%

0,43%

Fonte: Unioncamere, Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile

Le forme giuridiche
Passando ad analizzare la forma giuridica delle imprese, i dati del I semestre 2010 confermano la numerosità delle ditte individuali femminili, pari al 60,7% del totale seguite dalle società di persone e dalle società di capitali con incidenze pari, rispettivamente, a 22,8% e 14,1%. In particolare, osservando la distribuzione territoriale delle diverse forme giuridiche, in  Molise le ditte individuali femminili hanno un peso maggiore (80,2%), mentre Lazio e Lombardia sono le regioni con maggiore incidenza delle Società di Capitale, rispettivamente il 26,3% e il 20,1%. Le società di persone spiccano in Trentino Alto Adige (32%) e le cooperative in Sicilia (4,6%). Tuttavia, se si considera l’evoluzione del fenomeno durante i dodici mesi precedenti, si nota come la crescita maggiore si è registrata nelle società di capitali, con un incremento del 18%, seguite dalle “Altre forme”, i Consorzi e le Cooperative e, in misura più contenuta, dalle società di persone; le ditte individuali, invece, sono le uniche imprese a subire una contrazione (-0,5%). Questa tendenza dell’imprenditorialità femminile verso forme sempre più strutturate acquista ora una valenza ancor maggiore se si considera che si è realizzata nel pieno della crisi economica e finanziaria. Risultato che sembra indicare una crescente solidità organizzativa e patrimoniale che caratterizza almeno una parte dello sviluppo delle iniziative imprenditoriali condotte da donne.

 

Tab. 3 - Imprese femminili per regioni, ripartizioni geografiche e forme giuridiche
Variazioni % dello stock nel periodo 30 giugno 2009-30 giugno 2010

Regioni e ripartizioni geografiche

Società di capitale

Società di persone

Imprese individuali

Cooperative

Consorzi

Altre forme

TOTALE IMPRESE

 

 

 

 

 

 

 

 

PIEMONTE

17,81%

0,53%

0,28%

4,48%

6,17%

14,86%

1,71%

VALLE D'AOSTA

10,75%

-2,21%

-3,22%

3,85%

66,67%

22,22%

-1,83%

LOMBARDIA

14,79%

0,04%

0,16%

3,31%

17,65%

6,93%

2,85%

LIGURIA

20,84%

-0,14%

0,10%

2,17%

-2,86%

8,20%

1,77%

TRENTINO-ALTO ADIGE

10,55%

0,54%

0,31%

3,53%

42,86%

10,00%

1,05%

VENETO

13,96%

0,62%

0,22%

5,83%

-2,44%

8,92%

2,01%

FRIULI-VENEZIA GIULIA

13,60%

0,93%

-0,94%

-1,22%

-20,00%

11,11%

0,86%

EMILIA-ROMAGNA

13,18%

0,43%

0,83%

3,30%

11,39%

9,55%

2,40%

TOSCANA

13,76%

0,62%

0,90%

3,46%

13,43%

5,41%

2,56%

UMBRIA

17,34%

0,61%

0,60%

2,13%

10,00%

0,00%

2,29%

MARCHE

10,48%

-1,47%

-0,77%

4,60%

4,76%

14,63%

0,38%

LAZIO

21,39%

-0,31%

0,03%

3,68%

5,08%

8,66%

4,97%

CAMPANIA

22,45%

0,61%

-0,70%

3,31%

0,00%

7,36%

2,23%

ABRUZZO

22,51%

1,10%

-0,62%

0,42%

14,81%

16,95%

1,83%

MOLISE

21,26%

3,10%

-1,93%

6,74%

28,57%

30,77%

0,19%

PUGLIA

21,13%

0,76%

-1,73%

3,41%

25,00%

3,57%

1,01%

BASILICATA

31,37%

1,99%

-0,68%

2,99%

-8,33%

8,70%

1,40%

CALABRIA

21,69%

2,09%

-1,21%

4,24%

0,00%

12,30%

1,11%

SICILIA

27,06%

0,75%

-2,55%

2,50%

8,64%

14,26%

0,69%

SARDEGNA

17,39%

-1,05%

-2,17%

2,52%

-6,52%

5,56%

0,11%

 

 

 

 

 

 

 

 

Italia Nord-Occidentale

15,75%

0,15%

0,16%

3,51%

8,37%

9,03%

2,30%

Italia Nord-Orientale

13,44%

0,57%

0,33%

3,80%

5,63%

9,58%

1,95%

Italia Centrale

18,28%

-0,03%

0,24%

3,64%

7,37%

7,68%

3,31%

Italia Meridionale

22,25%

0,92%

-1,09%

3,26%

8,58%

8,28%

1,62%

Italia Insulare

24,25%

0,13%

-2,46%

2,51%

3,15%

13,15%

0,54%

 

 

 

 

 

 

 

 

Italia

18,03%

0,36%

-0,48%

3,26%

7,12%

9,44%

2,09%

Fonte: Unioncamere, Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile

 

I settori di attività
A livello nazionale, il Commercio (29,2%) e l’Agricoltura (17,8%) si mantengono ampiamente i settori a maggiore concentrazione, seguiti dai Servizi di alloggio e ristorazione (8,6%), dalle Attività manifatturiere (8,3%) e dalle Altre attività di servizi (7,6%). L’agricotlura negli ultimi dodici mesi è l’unico settore a segnare una perdita (-2,48%), mentre si sottolineano i positivi risultati di sanità (+7,24%) e istruzione (+5,12).

 

I principali risultati dell'indagine qualitativa
Per approfondire ulteriormente l'analisi del fenomeno imprese in rosa, nell'ambito del Rapporto è stata realizzata un'indagine campionaria, costruita in modo da avere uno spaccato di genere sui comportamenti delle imprese rispetto alle risorse di cui hanno bisogno per innovare e competere. 1
Secondo l'indagine, la donna imprenditrice ha ancora un livello di partecipazione al mondo imprenditoriale notevolmente al di sotto delle proprie potenzialità, anche se negli anni ha accresciuto una presenza che “promette” di occupare molti “spazi” attraverso nuove attività economiche, l’acquisto o subentro in quelle esistenti.
L’imprenditrice (così del resto anche l’imprenditore) utilizza poco i servizi di assistenza e consulenza, e manifesta un più forte bisogno di servizi a supporto della competitività, soprattutto per l’innovazione. Sente più degli uomini la complessità di gestire i tempi di lavoro, della famiglia.
Utilizza poco internet e i servizi on line, anche per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione.
Ha un rapporto con il denaro improntato sulla prudenza, e una gestione finanziaria dell’impresa molto cauta, limitando il ricorso a fonti esterne solo quando strettamente necessario; in questi casi preferisce rivolgersi alle banche locali.
Percepisce di più la crisi economica ma la maggioranza reagisce con strategie di organizzazione e rilancio. Tra gli interventi pubblici a supporto dell’impresa ritiene prioritaria la riduzione delle tasse, maggiori finanziamenti pubblici, e la  semplificazione amministrativa.
Ha una vasta rete di conoscenze sul territorio e preferisce avere relazioni con le proprie colleghe, con le quali realizza anche progetti di interesse comune che vanno quasi tutti a buon fine.

 

Tab. 4 - Imprese femminili per regioni, ripartizioni geografiche e forme giuridiche
Valori assoluti e composizione % dello stock al 30 giugno 2010

 

Regioni e ripartizioni geografiche

Società
di capitale

Società
di persone

Imprese
individuali

Cooperative

Consorzi

Altre
forme

TOTALE
IMPRESE

 

Val. ass.

Comp.%

Val. ass.

Comp.%

Val. ass.

Comp.%

Val. ass.

Comp.%

Val. ass.

Comp.%

Val. ass.

Comp.%

Val. ass.

Comp.%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PIEMONTE

9.448

8,5%

31.341

28,1%

69.315

62,1%

1.260

1,1%

86

0,1%

255

0,2%

111.705

100,0%

VALLE D'AOSTA

237

6,9%

1.019

29,7%

2.102

61,3%

54

1,6%

5

0,1%

11

0,3%

3.428

100,0%

LOMBARDIA

38.644

20,1%

56.555

29,5%

93.046

48,5%

2.905

1,5%

100

0,1%

694

0,4%

191.944

100,0%

LIGURIA

4.036

9,8%

11.798

28,6%

24.830

60,2%

471

1,1%

68

0,2%

66

0,2%

41.269

100,0%

TRENTINO-ALTO ADIGE

1.435

6,4%

7.220

32,0%

13.674

60,5%

176

0,8%

10

0,0%

77

0,3%

22.592

100,0%

VENETO

14.261

13,1%

31.413

28,9%

61.809

56,9%

962

0,9%

40

0,0%

171

0,2%

108.656

100,0%

FRIULI-VENEZIA GIULIA

2.865

11,0%

5.223

20,1%

17.630

67,7%

243

0,9%

12

0,0%

60

0,2%

26.033

100,0%

EMILIA-ROMAGNA

13.938

14,4%

22.705

23,4%

58.947

60,7%

1.188

1,2%

88

0,1%

241

0,2%

97.107

100,0%

TOSCANA

14.282

14,5%

25.122

25,5%

57.751

58,5%

1.195

1,2%

76

0,1%

234

0,2%

98.660

100,0%

UMBRIA

2.815

11,4%

5.937

24,1%

15.522

62,9%

336

1,4%

22

0,1%

30

0,1%

24.662

100,0%

MARCHE

4.997

11,8%

8.997

21,3%

27.553

65,3%

568

1,3%

22

0,1%

47

0,1%

42.184

100,0%

LAZIO

36.828

26,3%

24.730

17,6%

73.726

52,6%

4.253

3,0%

186

0,1%

502

0,4%

140.225

100,0%

CAMPANIA

19.213

12,9%

37.080

24,9%

88.961

59,8%

2.997

2,0%

100

0,1%

452

0,3%

148.803

100,0%

ABRUZZO

4.496

10,8%

7.599

18,3%

28.613

68,9%

714

1,7%

31

0,1%

69

0,2%

41.522

100,0%

MOLISE

787

7,3%

1.130

10,5%

8.651

80,2%

190

1,8%

9

0,1%

17

0,2%

10.784

100,0%

PUGLIA

10.766

11,6%

13.178

14,2%

65.674

71,0%

2.637

2,8%

75

0,1%

203

0,2%

92.533

100,0%

BASILICATA

1.185

6,8%

1.691

9,7%

13.904

79,8%

586

3,4%

11

0,1%

50

0,3%

17.427

100,0%

CALABRIA

3.854

8,6%

6.928

15,5%

32.633

73,0%

1.106

2,5%

27

0,1%

137

0,3%

44.685

100,0%

SICILIA

12.151

10,4%

16.213

13,9%

81.741

70,3%

5.405

4,6%

88

0,1%

705

0,6%

116.303

100,0%

SARDEGNA

4.596

11,3%

8.291

20,4%

26.237

64,7%

1.301

3,2%

43

0,1%

95

0,2%

40.563

100,0%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Italia Nord-Occidentale

52.365

15,0%

100.713

28,9%

189.293

54,3%

4.690

1,3%

259

0,1%

1.026

0,3%

348.346

100,0%

Italia Nord-Orientale

32.499

12,8%

66.561

26,2%

152.060

59,8%

2.569

1,0%

150

0,1%

549

0,2%

254.388

100,0%

Italia Centrale

58.922

19,3%

64.786

21,2%

174.552

57,1%

6.352

2,1%

306

0,1%

813

0,3%

305.731

100,0%

Italia Meridionale

40.301

11,3%

67.606

19,0%

238.436

67,0%

8.230

2,3%

253

0,1%

928

0,3%

355.754

100,0%

Italia Insulare

16.747

10,7%

24.504

15,6%

107.978

68,8%

6.706

4,3%

131

0,1%

800

0,5%

156.866

100,0%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Italia

200.834

14,1%

324.170

22,8%

862.319

60,7%

28.547

2,0%

1.099

0,1%

4.116

0,3%

1.421.085

100,0%

Fonte: Unioncamere, Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile

 

Tab. 5 - Distribuzione delle imprese registrate femminili e totali per settori di attività economica
Valori assoluti, tasso di femminilizzazione, composizione % dello stock delle imprese femminili al 30 giugno 2010, saldi e var. % rispetto al 30 giugno 2009

Settori di attività economica

Imprese femminili registrate al 30 giugno 2010

Imprese
totali

Tasso di femminilizza-zione

composizione % dello stock imprese femminili

Saldo dello stock imp. femm.
giugno 2010 - giugno 2009

var. % dello stock imp. femm.
giugno 2010/ giugno 2009

 

 

 

 

 

 

 

A Agricoltura, silvicoltura pesca

253.214

865.810

29,2%

18,81%

-6.442

-2,48%

B Estrazione di minerali da cave e miniere

528

5.079

10,4%

0,04%

14

2,72%

C Attività manifatturiere

117.352

629.399

18,6%

8,26%

1.682

1,45%

D Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condiz...

322

4.375

7,4%

0,02%

72

28,80%

E Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione d...

1.372

10.548

13,0%

0,10%

42

3,16%

F Costruzioni

63.915

903.197

7,1%

4,28%

4.016

6,70%

G Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di aut...

414.426

1.548.461

26,8%

29,53%

4.129

1,01%

H Trasporto e magazzinaggio

19.421

181.950

10,7%

1,34%

729

3,90%

I Attività dei servizi alloggio e ristorazione

122.692

378.132

32,4%

8,48%

4.346

3,67%

J Servizi di informazione e comunicazione

27.289

122.551

22,3%

1,87%

1.194

4,58%

K Attività finanziarie e assicurative

26.324

116.580

22,6%

1,86%

300

1,15%

L Attivita' immobiliari

64.504

277.430

23,3%

4,38%

2.897

4,70%

M Attività professionali, scientifiche e tecniche

40.524

185.973

21,8%

2,79%

1.566

4,02%

N Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle im...

45.529

150.334

30,3%

3,15%

1.742

3,98%

O Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale ...

24

171

14,0%

0,00%

2

9,09%

P Istruzione

7.685

24.311

31,6%

0,53%

374

5,12%

Q Sanita' e assistenza sociale

13.070

31.779

41,1%

0,88%

882

7,24%

R Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e diver...

16.400

63.449

25,8%

1,09%

703

4,48%

S Altre attività di servizi

107.726

227.339

47,4%

7,23%

2.663

2,53%

T Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro p...

2

13

15,4%

0,00%

0

0,00%

X Imprese non classificate

78.766

372.909

21,1%

5,08%

8.129

11,51%

TOTALE

1.421.085

6.099.799

23,3%

100,00%

29.040

2,09%

Fonte: Unioncamere, Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile


1 L’analisi si fonda su una indagine campionaria effettuata nel periodo compreso tra maggio e luglio 2009 attraverso un questionario, costruito per la rilevazione, composto da domande a risposta chiusa ed a scelta multipla, somministrato con una tecnica CATI (Computer-Assisted Telephone Interviewing). Sono state effettuate 3001 interviste ad un campione stratificato proporzionalmente alla popolazione delle imprese attive iscritte al Registro delle imprese alla data del 31/12/2008 e ripartite rispetto ai seguenti target:
  1. 1.083 Imprese femminili;
  2. 1.117 Imprese maschili;
  3. 801 Imprese partecipanti ai bandi IV e V della legge 215, comprendenti imprese 215 finanziate e imprese 215 ammesse e non finanziate.


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Roma, 3 apr. - (Adnkronos) - Gli italiani sognano la sicurezza del posto di lavoro e, sorpresa delle sorprese, il buon equilibrio tra la vita professionale e quella privata. Una condizione che ''riguarda una buona fetta dei lavoratori'' tanto che per i giovani ''la possibilità di... Leggi tutto...
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Sei in attesa? C'è un tram che ti aspetta!
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Nestlé Italia promuove strumenti di conciliazione lavoro famiglia prolungando il congedo di paternità dei dipendenti, senza toccare lo stipendio. Più lavoro per le donne solo attraverso nuove politiche di conciliazione lavoro famiglia. L'invito rivolto da Giorgio... Leggi tutto...
Così la flessibilità fa felici le lavoratrici-mamme e le aziende
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“I due nuovi bandi per la conciliazione lavoro-famiglia, uno della Regione Lombardia e uno del Comune di Milano, hanno l’obiettivo di aiutare le aziende a comprendere che le politiche family friendly non vanno a beneficio solo dei dipendenti, ma abbattono anche i costi e aumentano la... Leggi tutto...
Conciliazione Famiglia-Lavoro, risultati del piano regionale
Mercoledì 21 Marzo 2012
Durante la Conferenza Stampa che si è svolta mercoledì 14 marzo, presso Palazzo Pirelli, Sala Gonfalone, Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, Giulio Boscagli, Assessore alla Famiglia, conciliazione, integrazione e solidarietà Monica... Leggi tutto...
27 marzo: "Donne e libertà, ieri e oggi"
Mercoledì 21 Marzo 2012
Come è cambiato l'orientamento verso la libertà e il senso del suo limite? Quali libertà desideriamo? Quanto siamo libere “da”? Per esempio da tradizioni familiari e religiose, ruoli, stereotipi? Quanto siamo libere “di”? Per esempio di (non)... Leggi tutto...
La Norvegia concede 9.9 milioni di dollari alla mHealth Alliance per la salute materna
Venerdì 16 Marzo 2012
L'Agenzia norvegese per la cooperazione allo sviluppo (Norad) ha stanziato $ 9,9 milioni  all' mHealth Alliance  per aiutarla a creare gare di sovvenzioni per innovativi servizi sanitari basati sulla tecnologia mobile che mirano a migliorare la salute delle donne e dei bambini. L’... Leggi tutto...
Imprese/ Milano: Oltre 218 milioni di Euro di spesa per responsabilità sociale
Venerdì 16 Marzo 2012
In particolare per salute, sicurezza e tutela privacy Oltre 218 milioni di euro all'anno, questa la spesa delle imprese di Milano città, circa 36 mila, che già realizzano iniziative di responsabilità sociale verso i propri lavoratori. Queste azioni di Csr, secondo una indagine... Leggi tutto...
Bando per favorire nelle PMI interventi finalizzati a migliorare la sicurezza e qualità dei prodotti posti in commercio attraverso la diffusione dei servizi tecnici resi da organismi notificati e enti/laboratori accreditati
Mercoledì 14 Marzo 2012
A chi è rivolta l'iniziativa Alle piccole/medie imprese di produzione/assemblaggio/commercializzazione della provincia di Milano che intendono accedere ai differenti servizi degli Organismi notificati e laboratori accreditati  per verificare la sicurezza e/o qualità dei prodotti... Leggi tutto...
Voucher internazionalizzazione 2012 per le Pmi lombarde
Mercoledì 14 Marzo 2012
La Regione Lombardia e le Camere di Commercio lombarde concedono agevolazioni alle Pmi per partecipare a fiere internazionali e missioni economiche all'estero e per acquistare servizi di consulenza, assistenza e formazione per l'estero. I contributi vengono concessi attraverso l'assegnazione... Leggi tutto...
Consegnati i Premi Eccellenze in Rosa in Brianza
Mercoledì 14 Marzo 2012
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Presidente Dario Allevi e l'Assessore Giuliana Colombo hanno consegnato i premi "Eccellenze in rosa … in Brianza". I beneficiari del Premio: Cooperativa sociale di tipo A "Fraternità Capitanio" del Comune di Monza; ... Leggi tutto...
Valgo quindi sono
Mercoledì 14 Marzo 2012
Womenenomics, ovvero il valore delle donne E' da dieci giorni nelle librerie un libro il cui titolo attira immediatamente l'attenzione: "Valorizzare le donne conviene". Il saggio di Daniela Del Boca, Letizia Mencarini e Silvia Pasqua è edito da "il Mulino", costa 12,50 euro ed è un bel regalo che... Leggi tutto...
21 marzo 2012 - Le giornate della Microgenerazione. L'energia che batte la crisi: efficienza e generazione distribuita.
Mercoledì 14 Marzo 2012
Convegno organizzato da E-Gazette e Updating, con il patrocinio della Camera di Commercio di Milano, sul tema della generazione distribuita di piccola taglia con l'utilizzo sempre più integrato di fonti diverse, rinnovabili e non, di energia. Leggi tutto...
Il Bilancio in arancio 2012 del Comune di Milano. Come finanziare gli investimenti per lo sviluppo.
Martedì 13 Marzo 2012
Mercoledì, 14 Marzo 2012 - Ore 21.00 Sala Facchinetti – Società Umanitaria Via S. Barnaba, 48 - Milano Dibattito Il Bilancio in arancio 2012 del Comune di Milano. Come finanziare gli investimenti per lo sviluppo. Leggi tutto...
Come conciliare vita & lavoro? Un bando regionale per le piccole e medie imprese
Martedì 13 Marzo 2012
Milano, giovedi 15 Marzo 2012 ore 10,00/12,00 Palazzo Giureconsulti - Sala Donzelli - Via Mercanti, 2 Sportello CSR – Responsabilità Sociale delle Imprese di Camera di Commercio di Milano e Assessorato Occupazione e Politiche del Lavoro Regione Lombardia, in collaborazione con... Leggi tutto...
Lombardia: Milano capitale dell’imprenditoria femminile
Sabato 10 Marzo 2012
Nella provincia di Milano sono presenti 57 mila imprese rosa, pari al 33% dell’intera Lombardia: i dati della CCIAA. Cresce l’imprenditoria femminile in tutta laLombardia, tuttavia è Milano che mostra numeri da primato: secondo la CCIAA del capoluogo, infatti, le... Leggi tutto...